Vanità: il tuo nome è maschio! Il “diario di bordo” di Roberto Alessi

Il Diario di bordo di Roberto Alessi è dedicato alla vanità maschile. Quanti esempi? Vi raccontiamo tutto in questo servizio. 

Pitti ha presentato a Firenze le collezioni di moda maschile, 1243 tra marchi e collezioni, e già mi arrivano i comunicati stampa delle aziende espositrici. Alcuni presentano un
prodotto pazzesco, vera e propria eccellenza Made in Italy nei tessuti, nei tagli, nei modelli (nel prezzo, perché, c’è poco da dire, la qualità costa) con una creatività unica nel
mondo. E la moda maschile cresce, in fatturato, in prodotti e tendenze.
Ma le donne? Molte riccone italiane, famose e non famose, ormai si vantano (anche questa è una moda) di ricono i loro capi per poaesi vestirsi con due lire (e si vede) da Zara  (azienda spagnola) o H&M (azienda svedese) che producono pochi centesimi in Paesi lontani, Vietnam, Cina, Bangladesh.

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Ovvio, si risparmia, ma almeno, care signore, lasciatelo fare a quelle che non hanno l’obbligo di risparmiare. Il mio parere faccia girare: è che chi ha il grano lo spenda, lo
almeno ne beneficiano tutti, aziende, commessi, negozi, stilisti. Dai numeri di Pitti,
però, appare chiaro che gli uomini sono diventati ben più cicale delle loro compagne
formichine: mentre vedo che certe riccone si fanno un vanto di quanto spendono.

Vanità il tuo nome è… maschio. Più che mai, il narcisismo ha preso il sopravvento, lo di vede anche dai tatuaggi: se un tempo i marinai usando un chiodo e la china se li disegnavano da soli sulla pelle, ormai sono diventati un segno indelebile di seduzione sfociata nella ostentazione.

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Un nome? Mauro Icardi, talmente tatuato che sembra più nudo da vestito che nello spogliatoio dell’Inter. L’ultima tendenza? Ce la svela Salvatore Mazzotta, parrucchiere
delle star: dopo la scriminatura, la riga, scolpita col trimmer, ora va la groin sculpture, tagli effetto decoro, dove? Lo dice la parola: in inglese, groin è l’inguine. L’horror vanitas maschile è servita.

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