Quando a beccare l’eredità è un gatto! Ecco una storia unica…

Trecentocinquanta mila euro in contati e un casa di lusso nel cuore di Bologna. Un’eredità che farebbe gola a tutti, ma che è andata ad un’amica dell’anziana signora deceduta affinché si prendesse cura del gatto di casa. Non immaginate cosa è accaduto ai parenti della signora, morta nel 2013, appena hanno saputo di questa decisione testamentaria.

Come racconta Tgcom, “All’amica ereditiera, si legge nel testamento, spetta anche il compito di individuare un’altra persona che si prenda cura della gatta qualora il felino dovesse vivere più a lungo di lei. I famigliari decidono di fare causa contro quella che, a loro avviso, pare una vera e propria ingiustizia. Ma non c’è nulla da fare, il giudice da’ ragione all’amica: è lei l’unica che potrà godere dei beni della signora, insieme alla gatta”.

Ma non è l’unico caso al mondo. Una coppia di gatti ereditieri e miliardari. Merito delle scelte di una vedova del bronx newyorkese che – secondo quanto ha riportato il New York Post – ha deciso di lasciare 300mila dollari ai suoi due animali. Nel suo testamento ha disposto che i fondi vengano utilizzati per assicurarsi che i felini, Troy e Tiger, vengano sempre amorevolmente curati.

Il vecchio gatto Tiger fa già una vita lussuosa in compagnia del suo peluche di pelliccia con fodera in seta.

“Lo merita – ha detto al New York Post Dahlia Grizzle l’ex assistente sanitario della casa alla tarda Ellen Frey-Wouters, e ora custode del felino – è un gatto meraviglioso”.

Frey-Wouters, di origini olandesi, aveva lavorato per le Nazioni Unite, ed è morta nel 2015 a 88 anni. Il marito, professore di Brooklyn College, è scomparso nel 1989 e l’unico figlio della coppia è morto in età infantile. “I gatti erano come i suoi bambini”, ha spiegato Grizzle al giornale newyorkese.

L’avvocato Irwin Fingerit è rimasto sorpreso della decisione di Frey-Wouters, che sarebbe certificata dai documenti del tribunale. “Ho ricordato il caso della regina di Mean, Leona Helmsley, che ha lasciato 65mila dollari a un cane”, ha detto Fingerit al New York Post.

La gatta Troy, invece, vive con Rita Pohila, un’altra delle ex aiutanti di salute di Frey-Wouters. Pohila, che ha ricevuto 50mila dollari dal suo ex-datore di lavoro, ha rifiutato di discutere di Troy con il New York Post, invocando i diritti di ‘privacy’ del timido felino.

Quando i gatti moriranno, il fondo andrà all’unico membro della famiglia vivente Frey-Wouters, sorella della vedova scomparsa, che vive nei Paesi Bassi. Il resto del suo patrimonio, 3 milioni di dollari, è stato suddiviso tra i due altri assistenti sanitari, l’avvocato e un’ultima parte devoluta in beneficenza (Ansa)

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Karina Cascella: “Cecilia e Ignazio sono due bestie”. Belen Rodriguez furiosa replica…

L’eco mediato che sta avendo la storia d’amore tra Cecilia Rodriguez e Ignazio Moser dentro la casa del Grande Fratello Vip è pazzesco. Ieri pomeriggio (5 novembre) è stato l’argomento più discusso a Domenica Live, l’appuntamento domenicale di Barbara d’Urso in onda su Canale 5.

 Tra gli ospiti della puntata di Domenica Live c’era anche Karina Cascella che ha speso parole pesantissime per Cecilia Rodriguez e Ignazio Moser dicendo:«Sono stata abbindolata dalle lacrime di Cecilia, la sera in cui ha lasciato Monte in diretta tv, dal suo essere combattuta nel fare quello che stava facendo. Se fosse stato così io avrei apprezzato il coraggio da donna che lei aveva avuto, se avesse mantenuto la coerenza. Perché lei al secondo giorno era a consumare il rapporto con Moser sotto le lenzuola. E questo doveva avvenire a casa sua non nella Casa del “Grande Fratello”, noi non siamo animali con esigenze e bisogni da sfogare, siamo persone con intelletto. Lei doveva aspettare di uscire. E’ indecente tutto ciò, imbarazzante. Lei ha perso la sua dignità. (..) Due bestie che non vedevano l’ora di accoppiarsi. E’ un messaggio deplorevole quello che sta passando in televisione. Lui che dice che si è svuotato e lo dico in diretta, perché è bene che la gente sappia quello che sta succedendo. Lo schifo di Ignazio Moser e Cecilia Rodriguez».

Le dichiarazioni della Cascella, sebbene condivise da una buona parte del pubblico, sono state parecchio offensive ed hanno indispettito sia i parenti di Ignazio Moser, che hanno scritto un messaggio direttamente a Barbara d’Urso comunicando la volontà di prendere dei provvedimenti, che Belen Rodriguez.  Alla showgirl argentina non è andato giù il modo in cui Karina ha parlato della sorella Cecilia e su Instagram ha risposto ad un utente dicendo che prenderà provvedimenti per le parole di Karina: «Ma di chi stiamo parlando?”  e poi ha continuato scrivendo: « Non vi preoccupate prenderò provvedimenti, ma non mi abbasso a certi livelli». La Cascella ha subito risposto alle parole di Belen publicando un post sul suo profilo Instagram con scritto: «Libera come sempre e per sempre di dire ciò che penso. Che vi piaccia o meno è così.  C’è chi è pro e chi è contro.  Rispetto tutti, fatelo anche voi.. Sono chiamata ad esprimere dei pareri e a volte la verità è scomoda e fa male, lo so ma amen, non farò mai niente per assecondare le persone?».

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Dario Biolcati (l’ex segretario di Valeria Marini): “Non ho ucciso mia madre”. Innocente!

Vedo un ragazzo, lo lego a una persona che conosco bene, ma è impossibile che sia lui, saluto comunque e passo oltre, mentre esco dal dietro le quinte di Domenica Live, la trasmissione di Barbara d’Urso. Lui mi guarda con gli occhi intensi, ma capisce il mio dubbio e va oltre anche lui, accompagnando Serena Grandi. Passano dieci minuti e chiamo Serena: «È Dario Biolcati con te?».

«Sì, è lui». «Digli di chiamarmi». Chi è Dario? Per sette anni è stato l’assistente personale di Valeria Marini, l’ho conosciuto con lei. Una persona affettuosa, capace, educata, pure bello. Poi un giorno, era il 29 marzo del 2013, leggo di lui su La Stampa (e su tutti i quotidiani). Il titolo: “Milano, uccide la madre e tenta il suicidio in hotel”. Il testo: “«Arrivederci». Questo è l’ultimo messaggio che Dario Biolcati ha scritto su Facebook prima di chiudersi in una camera d’albergo con la madre, a Milano, uccidere la donna
e poi cercare di suicidarsi. La madre, Elena Monni, 59 anni, è stata trovata morta con i polsi tagliati e un sacchetto di plastica vicino al corpo, mentre Biolcati, pr di 31, ex assistente di Valeria Marini, è stato salvato dall’intervento tempestivo degli agenti della Questura. Trasportato d’urgenza all’ospedale Niguarda, è ora ricoverato con una prognosi di 30 giorni, ed è piantonato dai poliziotti perché, quando si sarà ripreso, dovrà rispondere dell’accusa di omicidio premeditato aggravato dal vincolo di parentela…”.
Per me, per tutti, fu uno shock, una tragedia della disperazione. Fui assalito persino dalla rabbia: «Perché non ha chiamato,
se fosse solo venuto a casa mia e di Betta a mangiare una pasta, bastava poco, e la sua vita avrebbe preso un’altra strada».

Da allora non ho più saputo nulla di lui. Ho chiamato Valeria Marini, rimasta sempre sua amica, il silenzio. Poi Carlo Pignatelli, il grande stilista, suo amico, ma anche lui sembrava non sapere. Forse lo proteggevano dal giornalista. Chissà.

Ed eccomi con Dario, sospettato in un primo momento di omicidio premeditato aggravato dal vincolo di parentela… Accusa trasformata in omicidio colposo. Ora è qui, in casa mia, una casa non troppo aperta, ma sicuramente aperta a chi ha conosciuto una sofferenza estrema come la sua. Dario, nessuno del nostro ambiente ha saputo più nulla di te. Ora sei qui, fuori dal carcere, dopo soli tre anni e mezzo.
«Non si seppe più nulla di me. Era stato chiesto il silenzio stampa. Per cui a tutti voi è rimasto in mente il capo d’accusa: omicidio colposo. Ma poi fui accusato di un reato che in Europa esiste solo in Italia: istigazione al suicidio nei conforti di mia mamma.
Era una donna molto malata, afflitta da artrite reumatoide upica, cui avevano dato solo ue anni di vita».

E con tua madre avevi organizzato la vostra ultima serata insieme, in cerca della morte. Siete arrivati la sera in quell’albergo, l’Hermitage di Milano. «Un albergo che signifi cava molto per me perché era il quartier generale di Carlo Pignatelli, il grande stilista torinese per il quale avevo lavorato tanto e bene».

Perché morire insieme? «Eravamo, sia io, sia lei, annientati dalla depressione. Eravamo arrivati a quella conclusione disperata per la sofferenza di mia madre, per il suo stato, e io con lei». Una madre può decidere di togliersi la vita, ma sembra impossibile, troppo innaturale, che decida difarlo con il fi glio e che accetti che il figlio stesso si tolga la vita. «È una decisione che abbiamo preso insieme, pienamente consapevoli. Lei perché molto malata, soffriva tremendamente, in più era affetta dalla depressione, totale, e io, per lei, peggio di lei. Una depressione, allora, non curata a differenza di oggi. Vedevo tutto nero, hai ragione, se solo fossi uscito quella sera, se avessi mangiato una pasta con te…».
In più tu eri adorato da tutti, da Valeria, dai giornalisti, dai colleghi. «Grazie, era vero. Ma non bastava. Mia madre in quei giorni mi chiedeva di farla finita, di compiere quel gesto, per lei, con lei. E arrivammo all’Hermitage». C’eri stato da poco, ci avevi fatto andare a dormire Ornella Muti. «Sì, perché era ospite alla sfilata di Seduzioni Diamonds di Valeria Marini».

E hai organizzato quell’ultima sera come un evento: la macchina con autista affittata, la suite, bella, un paio di bottiglie dal bar. Poi, una volta chiusa quella porta… «Una volta chiusa la porta della suite c’è stato il distacco verso il mondo. La solitudine e la decisione di
farla finita. Insieme». Come hai vissuto quel momento, con disperazione, con rassegnazione? «Con rassegnazione. Mia madre era decisissima: era stroppo malata, il lupus, l’artrite reumatoide, l’abuso di farmaci antidolorifici, farmaci pesanti, per non sentire il dolore. Era una donna stupenda, la malattia l’aveva annientata. Era gonfi a dal cortisone, aveva i polsi, le ginocchia, le caviglie, bloccate, la schiena non si piegava più.
Le avevano applicato delle placche metalliche. Il lupus le aveva colpito anche il cervello». E ti ha chiesto la cosa più innaturale della terra per una mamma: morire con lei. Quello che colpisce è che tu, un ragazzo colto, laureato in scienze della comunicazione, le hai detto sì. «Ora ho capito, grazie alle persone che mi hanno curato, come la psicoterapeuta ed educatrice Marisa Secondi, che mi ha assistito subito, poi la psicoterapeuta Battistina Bertino, che mi segue ora e ringrazio.Allora io vivevo una vita a trecento all’ora e quando viaggi a quei ritmi e esplode anche solo una gomma l’incidente è devastante. È successo
così».
Torniamo a quella suite. Ai farmaci ingoiati, a tua madre che non risponde più: se n’era andata, forse finalmente aveva trovato quella pace che le mancava da decenni. «Fu allora che chiamai mio padre. “La mamma è morta, ora la faccio finita io”». E fu tuo padre a salvarti, da Torino, dove era, ha chiamato la polizia che ha rintracciato il tuo telefonino e ti ha trovato. Appena in tempo. «Mi trovarono incosciente. Riverso sul lavandino con la gola e i polsi tagliati, l’acqua facilitava il deflusso del sangue». Vedo ancora i segni di quel dramma sulla tua pelle. Sei stato un mese all’ospedale, poi a San Vittore.
«L’accusa cambiò subito da omicidio colposo a istigazione al suicidio».In pratica sul fronte dell’omicidio c’era l’assoluta innocenza a differenza di quello che si diceva in giro. «L’omicidio era stata solo una prima ipotesi. Poi l’omicidio colposo, San Vittore, per diversi mesi, quindi l’istigazione al suicidio».
Il carcere, come l’hai vissuto? «Come molti, ho trovato tanta umanità, anche amicizia. I carcerati mi hanno voluto bene. E una suora, suor Emma Paola Gentilini, le devo tanto. La prima volta che la vidi dissi “Madre, preghiamo insieme”. Ma lei mi rispose:
“Ora non pensare a pregare, pensa alle cose pratiche. Come stai? Di che cosa hai bisogno?“. Grazie, suor Emma Paola». Poi sei uscito? «Anche grazie alla mia avvocatessa, Flavia Pivano, un’amica di mia mamma, hanno capito che il mio posto non doveva essere quello e mi hanno mandato in un centro per la cura della depressione. Ho trovato prima una dottoressa strepitosa, Marisa Secondi, la mia rieducatrice e psicologa. Lì, sono rinato».
Oggi chi ti è vicino? «Mio padre Renzo, ma devo ringraziare tante persone anche del mondo dello spettacolo, un mondo che credevo mi avesse abbandonato e che invece mi è stato molto vicino. A partire da Valeria Marini, Carlo Pignatelli, Elena Barolo, Domenico
Zambelli, Pablo Ardizzone, Mietta, l’agente Paolo Chiparo, che mi è stato vicino prima e ora, visto che adesso lavoro per lui, tutte persone che hanno saputo restituirmi tanto affetto e tanto amore».
In un mondo dove molti pensano ci sia spazio solo per la superficialità, questa solidarietà è bellissima.In più tu sei anche un professionista capace. «Mi ha insegnato tanto Valeria Marini». Ora ti stai curando? «Certo, potrei anche non curarmi, non ho obblighi, ma mi curo». Cosa ti resta di tutto quel dolore che hai vissuto con tua madre. «Mi segue solo un’immagine: quella di mia madre che poco prima di morire e si accovacciasse a terra, mi ha guardato, forse in un momento di lucidità, con uno sguardo di speranza. E io oggi, per lei, per mio papà, vado avanti».

Roberto Alessi

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Giulia De Lellis prepara il nido d’amore a Ignazio e Cecilia

“Abbiamo fatto i numeri non puoi capire”. Parola di Moser, che si rivolge alla De Lellis in una chiacchierata senza freni dopo che i due avrebbero consumato un altro rapporto. Baci, coccole e tanto altro. Ormai non si nascondo più. Lei lo chiama amore, lui si lascia andare.

La d’Urso nella puntata di Domenica Live, dov’è stato ospite in esclusiva Francesco Monte, ha mandato in onda le ultime immagini della storia tra Moser e la Rodriguez. L’ex tronista non ha perso nemmeno un attimo il controllo di sé. Mai una parola fuori luogo. Anzi. Alla Rodriguez ha detto: “Spero che sia felice. Il sentimento non cambia da un giorno all’altro.

A quanto pare, Monte non ha voluto guardare il Gf Vip nell’ultima settimana. “Ho cercato di concentrami sul lavoro e sullo sport”. Come vi abbiamo raccontato, Francesco Monte ha rotto il silenzio a Domenica live. “Sono relativamente tranquillo – ha detto appena arrivato in studio. Parlavamo di grandi progetti: famiglia e figli. Io ero tranquillo con lei prima del reality. Non eravamo in crisi. Pensate che l’ho convinta io ad entrare al Gf Vip. Ma non avrei mai immaginato tutto questo. Abbiamo fatto una festa a Cecilia prima di entrare al Gf Vip. Hanno scritto anche di un mio tradimento, ma sono tutte balle”.

LEGGI ANCHE: Cecilia Rodriguez rivela: «Ecco perché ho lasciato Francesco Monte» 

«Non mi ha mai tradito e la decisione non c’entra con quello. Il fatto è che ho bisogno di pensare a me perché nessuno l’ha mai fatto», ha detto. Aggiungendo: «Penso di aver fatto tanto bene a lui e non solo a lui. C’erano cose che andavano bene e altre cose che non andavano bene. Non impazzisco dal giorno alla notte. Abbiamo sempre cercato il modo di risolvere le cose. Ho accettato tante cose per la paura di perderlo»

«Non ho dubbi sul fatto che sia innamorato di me. Io ho voluto cambiare delle cose di lui per migliorarlo e lui ha cercato di cambiare delle cose di me che non gli piacevano, ma che non erano sbagliate», ha ancora detto Cecilia. «Io sono questa, salgo sopra un tavolo a ballare e non gli piace. Io sono questa e mi diverto così. Se mi togli queste cose, non sono più io», ha spiegato, aggiungendo inoltre di non aver mai tradito Monte: «Non ho mai guardato nessun altro. Esisteva solo lui. Non mi è passato nemmeno il pensiero per la testa, nemmeno in un momento di debolezza».

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Francesco Monte rompe il silenzio: “Ho convinto Cecilia a partecipare al Gf vip. Non eravamo in crisi”

Francesco Monte rompe il silenzio e parla in diretta dalla d’Urso in una grande esclusiva della domenica pomeriggio. La storia tra Cecilia e Ignazio Moser, al Gf vip, è finita sui siti e giornali. Moser, il bel ciclista (figlio d’arte), ha la fama dello “sciupa femmine”: avrebbe sostenuto di averne avute ben 163. Lo ha confermato, in un’intervista, anche il padre di Moser ha dichiarato: “Mio figlio ha sempre avuto tante fidanzate”. Per carità, non ha parlato di squallidi numeri.

“Sono relativamente tranquillo – ha detto Monte appena arrivato in studio. Parlavamo di grandi progetti: famiglia e figli. Io ero tranquillo con lei prima del reality. Non eravamo in crisi. Pensate che l’ho convinta io ad entrare al Gf Vip. Ma non avrei mai immaginato tutto questo. Abbiamo fatto una festa a Cecilia prima di entrare al Gf Vip. Hanno scritto anche di un mio tradimento, ma sono tutte balle”.  Roberto Alessi, però, rivela: “Da tempo mi dicono che il vostro rapporto era in crisi. Sai cosa penso? Hai vinto un terno al lotto a lasciarti con lei…”

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Torniamo ai fatti. La Rodriguez, intanto, ha mollato in diretta tv dopo quattro anni di fidanzamento l’ex tronista Francesco Monte. “Per me ci gioca con la Rodriguez”, ha raccontato Diego Moser, zio di Ignazio. Sarà realmente così? Intanto, Francesco Monte è tutto proiettato alla prossima edizione de L’Isola dei famosi (dove potrebbe approdare come concorrente). Jeremias Rodriguez, legatissimo a Monte, non ha gradito sin dall’inizio il feeling tra sua sorella e Moser. Ma Cecilia e Ignazio ormai non si nascondono più. Si sono innamorati? Quando Monte, che ha dimostrato di mantenere sempre i nervi saldi, quando è entrato nella casa del Gf vip ha detto alla Rodriguez: “Ti amo”. Lei, invece, senza mezzi termini ha replicato: “Vai avanti. Non mi aspettare in questo momento”. Quando la d’Urso gli ha chiesto: “Sei ancora innamorato?” Lui ha detto: “Sì”. Senza mezzi termini.

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«Non mi ha mai tradito e la decisione non c’entra con quello. Il fatto è che ho bisogno di pensare a me perché nessuno l’ha mai fatto», ha detto. Aggiungendo: «Penso di aver fatto tanto bene a lui e non solo a lui. C’erano cose che andavano bene e altre cose che non andavano bene. Non impazzisco dal giorno alla notte. Abbiamo sempre cercato il modo di risolvere le cose. Ho accettato tante cose per la paura di perderlo»

«Non ho dubbi sul fatto che sia innamorato di me. Io ho voluto cambiare delle cose di lui per migliorarlo e lui ha cercato di cambiare delle cose di me che non gli piacevano, ma che non erano sbagliate», ha ancora detto Cecilia. «Io sono questa, salgo sopra un tavolo a ballare e non gli piace. Io sono questa e mi diverto così. Se mi togli queste cose, non sono più io», ha spiegato, aggiungendo inoltre di non aver mai tradito Monte: «Non ho mai guardato nessun altro. Esisteva solo lui. Non mi è passato nemmeno il pensiero per la testa, nemmeno in un momento di debolezza».

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Rolling Stone finisce in vendita? Ecco cosa può accadere alla storica rivista

Rolling Stone, la bibbia della controcultura, finisce in vendita. Il suo fondatore Jann Wenner getta la spugna alle prese con difficolta’ finanziarie e assume alcune banche per vendere il magazine che ha fatto la storia degli ultimi 50 anni.

Nato prevalentemente per l’industria musicale, Rolling Stone e’ cresciuto negli anni allargando la sua influenza alla politica. Le sue copertine si sono imposte a livello mondiale, grazie anche agli scatti provocatori di Annie Leibovitz, che ha iniziato a collaborare con il magazine negli anni 1970. La copertina del primo numero immortalava John Lennon.

Poi si sono alternate in prima tutte le celebrita’, da Bob Dylan che l’ha conquistata decine di volte, a Barack Obama. Anche gli scrittori piu’ rinomati si sono contesi le sue pagine. Ma i tempi sono cambiati e il magazine, cosi’ come l’intero settore dei media, non e’ scampato alla rivoluzione. L’epoca delle grandi firme e’ finita per l’intera stampa: ne sono una dimostrazione gli addiidi Graydon Carter a Vanity Fair dopo 25 anni, e quelli di Robbie Meyers e Cindi Leive rispettivamente da Elle e Glamour. E poi ci sono le difficoltà’ finanziarie.

Wenner ha iniziato la sua avventura in Rolling Stone fondando il magazine dal suo loft di San Francisco grazie a 7.500 dollari ricevuti in prestito. Ora invece i debiti pesano sui conti: i 300 milioni chiesti in prestito nel 2006 hanno impedito alla societa’ di effettuare i necessari investimenti. Debiti che ora spingono Wenner a cedere la sua quota e a cercare un acquirente con ”molti soldi”, e che gli fanno rimpiangere quell’offerta declinata da 500 milioni di dollari ricevuta in passato. (Fonte Ansa)

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4 novembre: festa delle Forze Armate, le parole del Capo dello Stato Sergio Mattarella

“In questo giorno, in cui ricordiamo la conseguita completa Unità d’Italia e rendiamo onore alle Forze Armate, rivolgo il mio pensiero commosso a tutti coloro che si sono sacrificati sull’Altare della Patria e della nostra libertà, per l’edificazione di uno Stato democratico ed unito. Coltivare la loro memoria significa comprendere l’inestimabile ricchezza morale che ci hanno trasmesso”. Sergio Mattarella celebra il 4 Novembre con un messaggio per la ricorrenza del Giorno dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate.

Il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha deposto una corona d’alloro all’Altare della Patria. Il Presidente era accompagnato dal premier Paolo Gentiloni e dal ministro della Difesa Roberta Pinotti. Presenti le più alte cariche dello Stato e il capo di Stato maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano. Tremila militari, di tutte le forze armate e della Guardia di Finanza, hanno assistito alla cerimonia. Schierati anche reparti a cavallo e una rappresentanza di allievi delle varie accademie e scuole militari in cima alla scalinata dell’Altare della Patria. Al termine, è stato suonato l’Inno d’Italia e sono volati sulla piazza e su il centro di Roma le Frecce Tricoloriche hanno colorato i cieli di verde, bianco e rosso.

“Siamo negli anni in cui la commemorazione di quel doloroso periodo della nostra storia nazionale offre la possibilità per una riflessione più profonda sul valore della pace, anelito insopprimibile di ogni società civile, dovere ma anche diritto di ogni uomo, delle nuove generazioni, dei deboli e indifesi, di coloro che scappano dalle guerre, dei tanti rifiutati e oppressi. Ed è in momenti come questo che dobbiamo rinnovare con forza il ricordo delle migliaia di Caduti sulle pietraie del Carso, sull’Isonzo, sul Grappa, sul Piave e in tanti altri luoghi entrati a far parte della nostra memoria collettiva”, ha affermato il ministro della Difesa, Roberta Pinotti.

Per l’occasione, tutti i palazzi del ministero della Difesa, delle Forze Armate e dei Comandi Generali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, sono coperti dal Tricolore. Aperti al pubblico i Palazzi dello Stato Maggiore della Difesa, dell’Esercito, della Marina e la Scuola Allievi Carabinieri Roma, nonché alcune caserme della Guardia di Finanza. Celebrazioni si svolgeranno ovunque. Dalla deposizione di una corona al Sacrario di Redipuglia ed al Sacrario dei Caduti d’Oltremare di Bari da parte dei presidenti di Senato e Camera, all’esibizione di Bande e Fanfare di Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri e Guardia di Finanza.

In 28 città si terranno cerimonie militari e iniziative quali ‘Caserme Aperte’ e ‘Caserme in Piazza’ con il coinvolgimento delle amministrazioni comunali. Coinvolte anche le scuola con la consegna di una bandiera ad un istituto scolastico in ognuna delle città, da parte di rappresentativa militare. Il ministro Pinotti saluterà in videoconferenza dal Comando Operativo Interforze i militari impegnati nelle missioni internazionali. “Le nostre forze armate – ha spiegato – sono tra le eccellenze del paese, apprezzate in tutto il mondo. C’è una specificità italiana, legata alla tradizione del Paese: i nostri militari hanno profondo rispetto per le popolazioni e la cultura delle nazioni in cui vanno ad operare”.

Agli eventi che caratterizzano il 4 novembre a Roma se ne aggiungono tanti altri in tutto il Paese. Da parte sua, Enzo Bianco, sindaco di Catania e presidente del consiglio nazionale dell’Anci, ha rilevato che “forse mai come in questo 2017 le Forze armate sono, e appaiono a tutti gli italiani, presidio fondamentale della pace nel mondo e della sicurezza delle nostre città e comunità”. (Fonte: Ansa)

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